Oratorio

RIFLESSIONE:

FARE E PENSARE L’ORATORIO ORATORIO “UNO E TRINO”

COMUNIONE E REGIA EDUCATIVA

Che cos’è

Il progetto educativo dell’Oratorio è lì, chiuso in un cassetto. I problemi di ogni giorno, l’urgenza del quotidiano, la “gestione” degli spazi, del tempo e soprattutto delle persone danno la priorità alla programmazione delle attività e alla stesura del calendario, lasciando “sullo sfondo” la progettualità. Difficilmente si trova il tempo per riunire il Consiglio dell’Oratorio o gli Educatori e riverificare le scelte che hanno portato all’elaborazione del progetto educativo.

Al momento della sua stesura, quel progetto ha indubbiamente segnato una tappa importante che ha destato entusiasmo e ha reso tutti più consapevoli di dove si stesse andando e di quali fossero le motivazioni che ci spingevano a fare questa o quella scelta. Ora si dà per scontato che quelle motivazioni ci siano ancora e non si trova il bisogno di “ridirsi” le ragioni della scelta educativa dell’Oratorio.

Inoltre, è cresciuta la complessità della gestione interna. I gruppi sono da coordinare, gli educatori “preparati” sono sempre meno, magari manca anche il coadiutore o una sana regia educativa che riesca a farsi carico dei bisogni di tutti, trovando soluzioni adeguate per ogni situazione e fornendo un punto di riferimento per costruire uno comunione all’interno dell’Oratorio che dio lo sensazione reale che, pur nello diversità dei compiti: stiamo andando nello stesso direzione. stiamo, insomma, “facendo Oratorio” insieme!

C’è un altro bisogno che risulta sempre più impellente ed è la formazione degli educatori. Si percepisce a volte l’inadeguatezza del ruolo dinnanzi alla complessità della vita dei ragazzi, adolescenti e giovani che ci troviamo in Oratorio e allora cerchiamo mille modi per colmare le lacune degli educatori, costruendo percorsi formativi che hanno però il gusto dell’estemporaneità, oppure affidandoci alla buona volontà di “chi si butta” nonostante non abbia la preparazione. Del resto, non possiamo non cogliere la disponibilità dei pochi che “ci stanno”, anche se le loro motivazioni e competenze risultano scarse o ancora un po’ acerbe. In questo quadro, delineato per sommi capi e certamente non in modo esauriente, il rischio nel quale può incorrere l’Oratorio è quello della crisi della propria identità.

Che cosa facciamo insieme? Quali sono i nostri obiettivi prioritari? Come ce li comunichiamo? Come cresce in noi la consapevolezza della comune funzione educativa di ogni membro attivo dell’Oratorio? Come ci prepariamo ad educare alla fede i ragazzi: adolescenti e giovani che ci sono affidati dalla comunità cristiana che continua ad avere fiducia nell’Oratorio?

Come comunichiamo il Vangelo e come, comunicando fra noi il Vangelo, lo mettiamo in pratica in forme di comunione che diano la sensazione di camminare insieme? Sono alcune domande che ci si dovrà fare.

Si tratta di riprendere in mano il progetto educativo, di riverificarne la validità e i presupposti e di ampliarne la potenzialità elaborando un piano di lavoro integrato per l’Oratorio, che completi tale progetto educativo con la stesura scritta di un progetto comunicativo e di un progetto formativo dell’Oratorio: si elaborerà dunque un nuovo unico progetto fondato su tre pilastri saldi su cui sognare, ma con scadenze precise, il volto missionario dell’Oratorio dei prossimi anni.

L’elemento innovativo consiste nello stendere un progetto che consideri i tre elementi: educazione, formazione, comunicazione sullo stesso livello e in un’interazione reciproca inevitabile. Non si può educare in Oratorio se non si comunica, se non si superano le barriere dell’agire “a compartimenti stagni” per cui in Oratorio tutto va bene basta che ci sia la “buona volontà”. Da questo punto di vista non si può educare e comunicare senza puntare sulla formazione di chi l’Oratorio lo fa con passione e di chi ha bisogno di scoprire o riscoprire innanzitutto le motivazioni del proprio impegno educativo.

Obiettivi

1. redigere e valorizzare il progetto educativo di base dell’Oratorio, così da essere

  •   il riferimento per una visione complessiva entro cui realizzare i singoli progetti einterventi
  •   garanzia di continuità di intenzione/azione/verifica nel tempo anche nelprevedibile cambio di singole persone nella vita oratoriana.2. sviluppo di una capacità progettuale sinergica tra le varie realtà operanti in Oratorio (pensare e progettare, ciascuno con la propria specificità, andando nella stessa direzione e contribuendo al raggiungi mento degli obiettivi, evitando lo “spreco” di risorse umane)3. aumento della consapevolezza del necessario raccordo tra i diversi livelli progettuali (lavorare insieme non solo si può, ma si deve: è la logica comunitaria. Non è quindi anzitutto un discorso di efficienza, ma di testimonianza evangelica)

Risultati attesi

  1. creare una comunione interna all’Oratorio che, con senso di corresponsabilità, stabilisce delle priorità che valgono per ogni gruppo o struttura dell’Oratorio
  2. individuare e ridefinire il ruolo della regia educativa dell’Oratorio (chi, persona o equipe, tiene le fila?)
  3. avviare o consolidare percorsi permanenti di formazione degli educatori che operano in Oratorio (catechisti, allenatori, educatori, animatori, volontari, … )
  4. facilitare la programmazione della vita dell’Oratorio
  5. individuare nuove forme di evangelizzazione dell’Oratorio e potenziare la suavalenza educativa e pastorale all’interno della comunità cristiana.

Fasi di sviluppo

Preparazione

  1. a)  Presentazione del progetto al Consiglio dell’Oratorio e a tutti i responsabili dei gruppi presenti in Oratorio (educatori e animatori, catechisti, genitori, società sportiva, associazioni, ecc.). Fornire le motivazioni per avviare la fase di progettazione.
  2. b)  Informare il Consiglio Pastorale Parrocchiale del progetto programmando un incontro sul tema cogliendo eventuali suggerimenti.
  3. c)  Redigere uno schema contenente ciò che complessivamente già viene svolto in ambito educativo, formativo e comunicativo dalle diverse realtà presenti in Oratorio e coinvolte nel progetto (cfr questionario distribuito). Fornire la mappatura a tutti gli interessati.
  4. d)  Segnalare in modo evidente (attraverso cartelli o una bacheca “ad hoc”) il progetto che l’Oratorio intende realizzare. Anche questo può essere un modo per dare visibilità a questa nuova realtà che è l’Oratorio: uno stile di essere comunitàCostruzione
  5. e)  Radunare il Consiglio dell’Oratorio e tutti i responsabili dei gruppi per una prima valutazione, in sede plenaria, della situazione “attuale” (a questo punto dovrebbe essere conosciuta da tutti, vedi mappatura) per riscontrarne i punti di forza ed eventuali punti deboli a livello del piano educativo, formativo, comunicativo.

Raccogliere le impressioni intorno ai seguenti punti (o altri da valutare o sostituire): – educare le giovani generazioni;
– comunicare “all’interno” dell’Oratorio (fra i gruppi presenti) e verso “l’esterno”; – regia educativa e pastorale dell’Oratorio;

– comunicare il messaggio evangelico ai ragazzi, adolescenti e giovani in Oratorio; – formazione degli educatori;
– formazione cristiana dei genitori;

f) Formare le Commissioni che dovranno elaborare le bozze dei diversi piani del progetto: educativo, comunicativo, formativo.

Realizzazione

  1. g)  Le commissioni rileggono il progetto educativo (per ora in bozza) e la realtà presente in funzione del loro ambito: sviluppo del progetto educativo, della componente della comunicazione interna ed esterna, del piano di formazione degli educatori e dei soggetti che educano in Oratorio.
  2. h)  Verificare, in sede plenaria, la fattibilità e la concretezza delle proposte con uno sguardo che sappia custodire i punti di forza della tradizione e del presente, ma che punti all’innovazione e all’individuazione di percorsi inediti, se riconosciti necessari o promettenti.
  3. i)  In Commissione, coinvolgendo eventualmente persone competenti, elaborare le bozze di settore che tengano conto delle osservazioni e suggerimenti raccolti e delle risorse necessarie per realizzare il nuovo progetto integrato.
  4. j)  Tenere aggiornato il CPP degli sviluppi e delle risorse da mettere in gioco.
  5. k)  Un gruppo ristretto, facente capo alle Commissioni, rielabora e integra le diverseparti del progetto curandone una stesura unitaria.
  6. l)  In sede plenaria, si valuta il testo unico e se ne discutono le diverse sezioni sino allastesura definitiva del testo che viene approvato all’unanimità e presentato al Consiglio Pastorale Parrocchiale e all’intera Comunità parrocchiale.

Sviluppi

  1. m)  Si stende una possibile programmazione per il nuovo anno pastorale che tenga conto del progetto realizzato.
  2. n)  Si individuano per tempo i nuovi soggetti da coinvolgere per la realizzazione delle iniziative collegate al progetto e con loro si stabiliscono eventuali piani di attuazione dei diversi settori.
  3. o)  Grazie al lavoro fatto in comune si potrebbe redigere una “carta di comunione” che stabilisce ruoli, responsabilità e organi che insieme possano formare una nuova regia educativa per l’Oratorio e puntare sulla comunione degli intenti e sulla condivisione e il coinvolgi mento delle iniziative.

Risorse necessarie

  • –  Responsabile dell’Oratorio
  • –  Coordinatore di progetto (coadiuva il responsabile dell’oratorio)
  • –  Consiglio dell’Oratorio (responsabili delle realtà presenti in Oratorio
  • –  Commissioni (costituite da membri del C.d.O. e da esterni interessati)
  • –  formatori dei singoli settori: può essere molto utile contattare “esperti”dell’educazione, della comunicazione e della formazione che aiutino la lettura dellarealtà e la progettazione.
  • –  Segreteria che si occupi della convocazione e della comunicazione (anche esterna)
  • –  Realizzazione grafica del progettoDurata Sei mesi

 

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