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  1. Bravissimo miki,hai trasmesso le emozioni che si provano partecipando in prima persona,grazie mille ragazzi siete molto in gamba!

  2. E’ necessario capire se DG desidera parlare contro il surrogato di poesia del Natale al quale ci siamo abbandonati, o se desidera parlare contro la poesia del Natale, che DG non vede, già insita in quella nascita: ordinaria per necessità contingenti (oggi potrebbe nascere un bimbo su un tram? è accaduto), straordinaria perché quel bimbo si chiamava Gesù. Proprio in quel ‘riparo’, in quell’improvviso ‘silenzio arcano’ nella grotta, sento la più alta forma di poesia alla quale tutte le creature sono state chiamate, sul cammino di una luce e di una voce: “non temere”. Nella grotta, umile all’apparenza, c’è tutto: un bimbo, una madre, un padre, le creature della Genesi, il presagio della morte, l’infinito cielo stellato. Soprattutto è già presente il ‘silenzio arcano’ che noi, oggi, in fondo in fondo, sentiamo e cerchiamo di riprodurre senza riuscire. Quel ‘silenzio arcano’ generatosi di fronte allo spettacolo del Mistero, pur fra la confusione di allora, sarà, per l’uomo, l’eterno richiamo al silenzio e alla trascendenza oltre la confusione. Di oggi e di sempre.
    Quella piccola grotta originaria è stata, e rimarrà per noi, la più alta forma di poesia espressa dal Creatore: la poesia di ogni nascita.